venerdì 24 settembre 2010

Il nostro modo di vivere

Padre Michel, ormai anziano e malato, sentiva avvicinarsi l'incontro con il suo Signore, dopo averlo cercato e servito per tutta la vita (Esercizi Spirituali nn.186 - 187). Sessantun'anni prima era entrato nella Compagnia di Gesù e da quel momento ripeteva ogni sera l'esame di coscienza, preghiera che gli avevano insegnato per scorgere il passaggio e la presenza di Dio nella giornata trascorsa (Esercizi Spirituali nn. 24-31).


La vocazione

Gli sembrava giunto il momento di estendere la verifica all'intera sua esistenza. Nel silenzio della cappellina che ormai raggiungeva a fatica iniziò l'esame di vita a partire dall'età di 20 anni. A quel tempo sentiva una non meglio identificata chiamata vocazionale. Un casuale incontro con un padre gesuita e la partecipazione ad un gruppo biblico gli avevano toccato il cuore, tanto che sentiva una propensione per la Compagnia.

Inizialmente aveva tentato di capire da solo cosa stava muovendosi in lui: divorò con voracità intellettuale la Storia della Compagnia del padre Tacchi-Venturi. Decise anche di leggere il più importante fra gli scritti di S. Ignazio, il libro degli Esercizi Spirituali, ma la lettura di questo testo gli risultava ostica, pesante, qualche parte gli faceva addirittura paura. Intuiva che da solo non ce l'avrebbe fatta, così si affidò ad una guida spirituale. Da quel momento in poi tutto risultò più comprensibile, e presto entrò in noviziato. Lì capì che non era la lettura, bensì la pratica degli Esercizi Spirituali a dare i mezzi adeguati, il tempo necessario e la possibilità di mettere in chiaro la propria vocazione. Nel suo caso l'Elezione (Esercizi Spirituali nn. 169-188) lo aveva reso consapevole che il Signore lo chiamava a servirlo, tra le decine di vie possibili, nella Compagnia di Gesù.


Le fonti di riferimento
Negli anni della formazione aveva capito che la fonte alla quale i gesuiti attingono la loro spiritualità non è solo una serie di importanti testi e documenti: gli Esercizi Spirituali, le Formule dell'Istituto, le Costituzioni, i Decreti delle Congregazioni Generali. È anzitutto la vita di Sant'Ignazio di Loyola e degli altri compagni fondatori [per leggere la relazione sulla decisone di fondare i Gesuiti clicca qui] e questa si fonda a sua volta nella più originaria ed originale delle esperienze vitali, quella di Gesù Cristo. Se alla base dell'essere gesuita non ci fosse Cristo, ogni consiglio, ogni regola sarebbe di ben poco aiuto, e l'esperienza di vita come religiosi sarebbe destinata all'insuccesso. Per dirla con Tommaso d'Aquino, senza la legge dell'amore qualunque legge esterna non servirebbe a niente.


I voti
Che emozione e che timore il giorno della professione religiosa! Non era stato un passo da poco: gli tremavano le gambe e la voce nel leggere le formula. Attraverso il voto di castità, povertà e obbedienza esprimeva la volontà di avvicinarsi allo stile di vita di Gesù, casto, povero e obbediente. Già dal noviziato aveva imparato che il voto di obbedienza non significa accettare un consiglio da parte del superiore, ma indica uno stile di vita: perciò si deve obbedire anche al cuoco quando si presta servizio in cucina, o al medico in caso di malattia (Costituzioni n. 84-8589), per non parlare del voto di speciale obbedienza al Papa, Vicario di Cristo in terra (Formula "Exposcit debitum").


La vita in comunità
Il vecchio gesuita dovette interrompere per qualche istante il suo esame di coscienza: un respiro profondo gli permise di riprendere. Pensò che, accanto alle moltissime soddisfazioni, durante la vita da gesuita non erano mancate le difficoltà. La vita comunitaria aveva le sue pesantezze, e in ogni caso non sopperiva alla sensazione di solitudine che periodicamente abbraccia i religiosi. A volte gli era addirittura balenato il pensiero di mollare tutto. In quei momenti di profonda desolazione si era ricordato di come aveva risolto quella sua prima difficoltà, quando aveva vent'anni:fidarsi di un uomo, un confratello per confrontarsi e farsi aiutare, e affidarsi a Dio, origine della sua vocazione, per vedere se la sua vita era ancora fondata su di Lui. Solo così trovava nuovo vigore, non solo per tirare avanti, ma anche per progredire nel "magis" [= più, meglio] (Esercizi Spirituali nn. 2397-98).


Orizzonti
Nel corso degli anni aveva sempre cercato di aggiornarsi e tenersi al passo con i tempi per meglio servire il Signore e avvicinare gli uomini. Quale fatica nel cercare di parlare ad un mondo sempre più secolarizzato e in perenne mutamento! A tal fine le Costituzioni caldeggiano una solida istruzione unita alla capacità di saper comunicare con la gente, attraverso mezzi classici (prediche, lezioni di teologia, catechismo) o cercando nuovi mezzi, più adatti al luogo e al tempo in cui si vive.

La Compagnia è ancora chiamata ad un ministero colto al servizio della parola di Dio, che permetta di incontrare e aiutare i vicini e i lontani, i cristiani e i non cristiani. Strumento potente e sempre attuale è la pratica degli Esercizi spirituali, finalizzati alla capacità di discernimento in vista di un impegno ecclesiale adulto. La formazione e la direzione spirituale costituiscono il nucleo del carisma del gesuita, che presenta, mediante il metodo ignaziano, prepotente e al contempo dolcissima la figura di Cristo crocifisso.

Pur non essendo personalmente predisposto all'apostolato sociale, padre Michel seguiva con simpatia e ammirazione l'operato dei confratelli che organizzavano quelle che ai suoi tempi erano chiamate opere di misericordia, orientate ai più bisognosi. Nei suoi articoli era arrivato alla conclusione che importante quanto l'aiuto alle singole persone, e forse ancor di più, è l'impegno socio-politico che influisce nel migliorare la legislazione sociale.


Stile di vita
All'interno della Compagnia ognuno deve lavorare per il regno di Dio secondo le sue propensioni, membra diverse di un unico corpo. Lo specifico di Padre Michel era la spiritualità ignaziana che amava profondamente: aveva partecipato alle ricerche sulle fonti che, a partire dal secondo dopoguerra, venivano riscoperte in tutta la loro ricchezza. Nei suoi lavori soleva adottare il termine "il nostro modo di procedere", che fin dagli scritti dei primi compagni veniva preferito al termine "spiritualità" per indicare il modo di credere, esistere e operare dei gesuiti nella realtà in cui si trovano, con i loro valori, il loro comportamento e la loro fede.

Conscio però della fragilità sua e dei compagni che "conservano tesori in vasi di creta" (2 Cor 4,7), quando negli anni della maturità fu chiamato a partecipare alla 32ª Congregazione generale aveva proposto di dare la definizione del gesuita come "un povero peccatore, ma chiamato da Dio a essere compagno di Gesù Cristo, come lo fu Ignazio (Congregazione Generale 32, decreto 2, n.1)".

In quel periodo aveva ricoperto vari incarichi di responsabilità all'interno della Compagnia. Era stato anche provinciale e come tale aveva fatto del suo meglio per applicare e rispettare le Costituzioni. Nell'organizzare la provincia aveva posto attenzione nella attenta selezione dei candidati, nellascelta di buoni superiori dotati di tutti i poteri, nell'invitare i confratelli all'unione degli animi col loro capo e fra di loro, nell'esercizio della "giusta misura" e della "carità discreta" in tutto ciò che faceva, anche nell'interpretare le stesse Costituzioni. Era convinto che una seria e serena strutturazione interna permettesse alla Compagnia di operare coerentemente anche all'esterno, come fattore di riconciliazione e moderazione.

Storicamente i gesuiti avevano sempre dialogato con i poteri religiosi a servizio della società, ma c'era sempre stata la possibilità di cadere in facili eccessi. Per questo padre Michel aveva sempre caldeggiato uno stile di povertà e di umiltà di fondo, interpretando così il senso profondo dell'espressione "minima Compagnia di Gesù".


In Dio solo la speranza
Nel momento in cui concludeva il suo esame di coscienza, padre Michel capì che le forze cominciavano a venirgli meno. La malattia stava compiendo il suo corso ma lui sentiva una strana sensazione di allegria nel ricordare come anche Ignazio, negli ultimi giorni di vita, torturato dai calcoli biliari, attendeva con gioiosa serenità l'avvicinarsi del paradiso.

L'esame di coscienza di padre Michel ha permesso di ripercorrere e sottolineare gli elementi più belli del «nostro modo di procedere». La nostra "spiritualità" può essere comunicata pienamente solo con uno stile di vita, con un modo di procedere, mentre è difficile poterla racchiudere in brevi definizioni. Si tratta infatti di comunicare un'esperienza di vita che può essere trasmessa solo attraverso il canale dell'incontro con una persona e con una comunità.

Puoi completare la lettura andando alla pagina Gesuiti e Storia.
Ti segnaliamo inoltre, se proprio vuoi leggere qualcosa, un ampio elenco di pubblicazioni che aiutano a conoscere e approfondire qualche aspetto del «nostro modo di procedere»:
  • ARRUPE Pedro, Uomini per gli altri
    Federazione Internazionale Ex-alunni, Roma 1981
    e-mail: federazione@exalunnicdg.org
  • CALVEZ Jean-Yves, Fede e giustizia
    Cittadella Ed., Assisi 1986 - fax 075813719
    e-mail: cittadella.editrice@umbria.net
  • CONGREGAZIONE GENERALE 34ª, Decreto n° 26
    DECLOUX Simon, La via ignaziana
    Ed. Borla, Roma 1990 - fax 0639376620
    e-mail: borla@edizioni-borla.it
  • DÔTHEL Jean-Claude, Ignazio di Loyola chi sei?
    Ed. CVX, Roma 1973 - fax 064871203
    e mail: cvxit@rm.nettuno.it
  • DÔTHEL Jean-Claude, La spiritualità ignaziana. Punti di riferimento
    Ed. CVX, Roma 1997 - fax 064871203
    e mail: cvxit@rm.nettuno.it
  • GARCÍA-VILLOSLADA Ricardo, Ignazio di Loyola
    San Paolo Ed., Cinisello Balsamo (MI) 1997 - fax 0266075211
    e-mail: sanpaoloedizioni@stpauls.it
  • GIOIA Mario, Ignazio di Loyola e la Compagnia di Gesù
    Ed. AVE-RdT books, Roma 1991 - fax 0815750381
    e-mail: rdtna@tin.it
  • KOLVENBACH Peter-H., Saggi di spiritualità ignaziana
    Ed. AdP, Roma 1993 - fax 066781063
    e-mail: adp@adp.it
  • LONGCHAMP Albert, Ignazio di Loyola. Breve profilo spirituale
    Città Nuova Ed., Roma 1990 - fax 063207185
    e-mail: comm.editrice@cittanuova.it
  • ROIG Rosendo, Ignazio di Loyola
    Ed. Borla, Roma 1995 - fax 0639376620
    e-mail: borla@edizioni-borla.it
  • TELLECHEA IDÍGORAS José I., Ignazio di Loyola solo e a piedi
    Ed. Borla, Roma 1990 - fax 0639376620
    e-mail: borla@edizioni-borla.it
 

Esercizi Spirituali

L'espressione "Esercizi spirituali" indica sia il titolo del libretto scritto da S. Ignazio di Loyola, sia l'esperienza che viene proposta. Il termine "ignaziani" specifica che si tratta di un metodo particolare, nato dall'esperienza di Ignazio e dei primi compagni, approvato e raccomandato più volte dai sommi Pontefici. L'autore del libretto ha ricevuto il dono-carisma di tradurre il proprio cammino spirituale personale in un percorso oggettivo e organico di approfondimento e assimilazione della vita nello Spirito di Dio. Questo itinerario viene proposto a chi desidera maturare una conoscenza più profonda del Signore in vista di scelte evangeliche nella Chiesa. Si tratta perciò di un metodo teorico-pratico per "esercitarsi" concretamente.
 

Accompagnamento spirituale

La migliore forma di dissetare spiritualmente la gente d'oggi è la direzione o accompagnamento spirituale. È un apostolato importantissimo poiché senza di esso non sorgono vocazioni sacerdotali, proprio quelle che dovrebbero aiutare le persone afflitte dalla secolarizzazione. Riteniamo di poter dire che non c'è gesuita che non accompagni spiritualmente qualche persona.
Coloro che mediante l'accompagnamento spirituale progrediscono nell'impegno della vita cristiana, desiderano fare l'esperienza degli esercizi spirituali di tre giorni, di una settimana o, qualche volta, specialmente se sacerdoti, dell'intero mese ignaziano. Le case di esercizi (in questo i gesuiti sono specialisti) si rivelano uno dei mezzi preferiti dalle persone desiderose di direzione spirituale.
La fioritura di spiritualità che si contempla oggi all'inizio del secolo XXI induce a sperare per il bene della Chiesa e del mondo e, nonostante i segni e i gesti che potrebbero insinuare sfiducia, a nutrire la certezza che Dio può agire irresistibilmente nei cuori, poiché "non est abbreviata manus Domini" (Is 59,1).
 

Tante iniziative diffuse in tutto il mondo

Ministeri sociali
Se tutti i ministeri dei Gesuiti cercano di rispondere alle principali necessità umane, i ministeri sociali sono svolti con e per quelle persone le cui necessità derivano dalla loro marginalizzazione sociale.
In qualità di organizzatori di comunità, cappellani di carceri e psicologi, i Gesuiti si confrontano con i problemi sociali di ogni giorno.
Quelli direttamente coinvolti in questi apostolati collaborano con altri Gesuiti, laici ed istituzioni Gesuitiche per risolvere problemi sociali come i diritti degli immigranti, delle minoranze, delle donne nonché l'alloggio, la nutrizione e la salute.
Ministeri internazionali
I Gesuiti sono impegnati a livello mondiale nel proclamare la Buona Notizia della salvezza a persone che spesso non hanno sentito mai parlare di Gesù.
I missionari Gesuiti operano all'estero con i Gesuiti locali e i loro colleghi in America Latina, Africa, Asia, Vicino ed Estremo Oriente, India. Questa è dovunque una continuazione della visione originale di Sant'Ignazio che fondò la Compagnia di Gesù per essere disponibile a viaggiare fino alla fine del globo ove il bisogno era più grande.
Questi missionari seguono nella tradizione Gesuiti come San Francesco Xavier, Roberto de Nobili e Matteo Ricci che aprirono porte nuove per il Cristianesimo in Giappone, India e Cina.
Il Segretariato del JRS (Jesuit Refugee Service) è un ufficio internazionale che lavora per la giustizia e la pace, e per i rifugiati. Il JRS è una rete internazionale di Gesuiti, volontari religiosi e laici in tutto il mondo che aiuta i rifugiati in più di 40 paesi.
Ministeri pastorali
I padri e i fratelli Gesuiti e lavorano con diaconi, religiose e laicato in alcune parrocchie e chiese. Queste sono localizzate in quartieri urbani e commerciali e in centri accademici. Ma anche in zone dove è difficile operare. Per esempio, ci sono da solo più di 20 parrocchie di Gesuiti in Alaska. Gli altri preti Gesuiti collaborano attualmente in parrocchie diocesane e come cappellani ospedalieri. Fino a qualche tempo fa erano anche cappellani militari.
Ministero degli Esercizi Spirituali
La spiritualità Ignaziana, la visione della relazione tra Dio e la persona umana incastonate nelle esperienze mistiche di Sant'Ignazione hanno la loro più genuina espressione nel libro degli Esercizi Spirituali.
Diverse case di ritiro e di spiritualità in tutta l'Italia offrono una certa varietà di servizi basata sugli Esercizi Spirituali per clero, uomini e donne, religiosi e laici. Altre informazioni visitando il sito degliEsercizi Ignaziani.
Alcuni Gesuiti sono impegnati a tempo pieno nel dirigere le persone attraverso gli Esercizi Spirituali. Gesuiti che sono impegnati in altri apostolati, spesso condividono il loro patrimonio spirituale con colleghi e studenti attraverso ritiri e direzione spirituale.


Comunicazioni
Sant'Ignazio comprò una macchina tipografica nel 1556, quindi i Gesuiti sono sempre stati impegnati nelle comunicazioni attraverso i mass media.
I Gesuiti sono presenti in diverse opere di vasto interesse: la Civiltà Cattolica, Radio Vaticana, riviste missionarie e culturali, bollettini di notizie interni, etc.
L'Institutum Historicum pubblica lavori sulla storia e la spiritualità dei Gesuiti. Un certo numero di Gesuiti insegna all'università, ed altri sono coinvolti in lavori di produzione indipendenti, specialmente negli USA.
I Gesuiti hanno anche una certa presenza sul World Wide Web con siti accademici, delle provincie e personali. Un sito generale (http://www.sjweb.info) contiene varie informazioni sulla Compagnia universale.
Ministeri individuali
Alcuni Gesuiti in Italia sono psicologi professionisti, economi, ricercatori e, in altre nazioni, diversi svolgono anche servizi legali e medici per i poveri. Alcuni altri Gesuiti insegnano nelle università non-gesuitiche.
In passato molti si sono distinti in campi molto diversi come l'astronomia, la geofisica, le belle arti e la teologia. Alcuni servono come responsabili di vari uffici diocesani. In tutto il mondo, soprattutto in terzi paesi del Terzo Mondo, i Gesuiti servono la Chiesa come cardinali, arcivescovi e vescovi, anche se questo non rientra direttamente nel nostro carisma.

La Compagnia di Gesù si presenta

La Compagnia di Gesù, ordine cattolico di chierici regolari mendicanti, fu fondata nel 1540 da S. Ignazio di Loyola, un nobile cavaliere basco, che giunse a trovare Dio in ogni cosa.
Oggi contiamo oltre 20.000 membri e serviamo la Chiesa in 112 nazioni e cinque continenti.
Crediamo che non vi sia servizio alla fede senza:
  • promozione della giustizia
  • ingresso nelle culture
  • apertura ad altre esperienze religiose.
Non vi è promozione della giustizia senza:
  • comunicazione della fede
  • trasformazione delle culture
  • collaborazione con altre tradizioni.
Non vi è inculturazione senza:
  • comunicazione della fede ad altri
  • dialogo con altre tradizioni
  • impegno per la giustizia.
Non vi è dialogo religioso senza:
  • condivisione della fede con altri
  • valorizzazione delle culture
  • sollecitudine per la giustizia.
Il principale bisogno che cogliamo nella Chiesa e nel mondo è quello proposto con semplicità nel Salmo 37: "Abita la terra e vivi con fede". Si tratta per noi, che ci consideriamo credenti, di leggere gli eventi tragici e gioiosi dell'evangelo, con un discernimento non solo etico ma autenticamente cristiano.
E' questo un passo avanti nella conversione, impossibile senza il fondamento della fede, della speranza, della carità.
Proporsi e proporre la povertà evangelica, sequela del Signore povero sulla via di Gerusalemme, è follia per un mondo in progressiva globalizzazione. Così parimenti credere che la salvezza venga da Dio la cui infinita potenza entra nella storia con l'estrema debolezza sembra un assurdo in un mondo dominato dalla forza alla quale ci si rivolge con culto idolatrico. La preoccupazione del potere, del successo e della spettacolarizzazione ha intaccato lo spirito evangelico a diversi livelli della vita ecclesiale.
Occorre tornare a credere e ad agire conformemente al discernimento di Giovanni: "Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede" (1 Giov. 5,4).
Sigillo della Compagnia di GesùAiutiamo, quindi, la Chiesa a ritrovare una maggiore aderenza all'evangelo, in ordine al proprio impegno nel mondo, accogliendo l'esortazione di Paolo: "Vi esorto, dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostro corpi come sacrificio vivente santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto" (Rom. 12, 1-2).
Come aiutare la Chiesa popolo di Dio con i suoi pastori? Si può pensare a due percorsi che in modo molto grezzo chiamiamo "dall'alto" e "dal basso".
Ai "piccoli" è dato comprendere il Figlio e il Padre (Mt. 11, 25-27; Lc. 10, 21-22). Cercare quindi con loro l'essenza del messaggio evangelico, non presumendo di avere solo da insegnare, educare e formare. Lo spirito di Dio trova nei piccoli la disponibilità a cercare e trovare vie nuove nella vita sociale, dove i grandi tendono per lo più alla conservazione. Un esempio che riguarda in particolare alcuni di noi: il mondo universitario un tempo era formato da giovani che, finiti gli studi, si avviavano a lavori socialmente qualificati; oggi ci sono tantissimi piccoli con scarse prospettive di lavoro e gravi conseguenze.
Il secondo percorso è quello di aiutare la Chiesa "dall'alto", nella convinzione che il Signore ha scelto gli apostoli e ha stabilito un primo fra di loro. L'evangelo svela chiaramente come la tentazione del potere, quale dominio su gli altri, aggredisca sopratutto quelli che cercano e gestiscono ogni genere di potere, anche all'interno della Chiesa minacciata in questo di mondanizzazione. Ben sapendo quanto sia difficile e umanamente impossibile governare secondo lo spirito del Signore, cerchiamo di aiutare e di confortare quanti hanno maggiori responsabilità verso una piena conversione all'evangelo.
Aiutare la Chiesa - e noi stessi in essa - è una meravigliosa vocazione per tutti i cristiani e certamente per tutti gli appartenenti alla Compagnia di Gesù.
Prima di pensare ai modi innumerevoli in cui questo servizio si può realizzare, è bene verificarne lo spirito.
Nel confronto con i piccoli è essenziale riconoscersi più piccoli di loro, come il Signore che "semet ispsum exinanivit formam servi accipiens".
Nel confronto con i grandi, che possono grazie a Dio essere molto piccoli in senso evangelico, è importante unire una piena parresia con una carità senza limiti. Oggi purtroppo la critica spesso è poco rispettosa e molto reticente.
Cerchiamo, insomma, di vincere il male con il bene, offrendo esempi di vita spirituale, di impegno pastorale e sociale nella sequela del Signore, secondo la radicalità evangelica.
Oltre a un rapido excursus delle origini e della storia, questa sezione illustra lo stile di vita comunitaria di noi gesuiti, ne spiega la missione, i campi di intervento e gli strumenti utilizzati.
Inoltre, la sezione indica la diffusione in Italia e nel mondo e fornisce un elenco tematicamente organizzato di link utili.
La Compagnia di Gesù ha il proprio quartier generale a Roma: la Curia Generalizia.
Per avere un accesso rapido e semplice alla Compagnia nel mondo, usate la Jesuit World Map, un utile strumento concepito dalla Curia Generalizia. Occorre conoscere un po' di inglese.
E ancora il Catalogo Universale delle Comunità consente di rintracciare una comunità di gesuiti in qualsiasi parte del mondo.

mercoledì 22 settembre 2010